• Lisa Bonsignori

IL MIO VIAGGIO DI NOZZE - Erika

Abbiamo scelto il Madagascar come meta della nostra luna di miele, perchè ci ha sempre affascinato per la sua natura selvaggia ed i suoi animali unici al mondo. Non ci sbagliavamo! Purtroppo per motivi lavorativi abbiamo dovuto fare solamente una settimana sull’isola di Nosy Be, la destinazione turistica per eccellenza del paese. Se avessimo avuto più tempo, avremmo dedicato una settimana ad un tour completo dell’ isola grande, da cui prende nome il Madagascar. Il primo aneddoto da raccontare è sicuramente quando, al nostro arrivo in aeroporto, siamo venuti subito in contatto con la filosofia malgascia del mora mora, ovvero del piano piano, rimanendo per un bel po’ ad aspettare i nostri bagagli. Niente paura, dice sia di buon auspicio! Il resort che abbiamo scelto, il Corail Noir, è una struttura molto intima situata direttamente sulla spiaggia. La gestione è italiana e la calorosa accoglienza riservata agli ospiti e lo standard culinario elevato rappresentano il vero valore aggiunto del resort. E’ presente anche un centro diving, sempre con personale italiano, abilitato a rilasciare certificazioni internazionali PADI ed effettuare battesimi subacquei. Il giorno di arrivo gli assistenti in loco di Hotelplan, con il quale abbiamo prenotato il viaggio, ci hanno consigliato una serie di attività per sfruttare al meglio la nostra settimana e vedere più cose possibili. Abbiamo quindi acquistato un pacchetto molto conveniente, 180,00 euro a persona per tre escursioni di intera giornata. Ecco quello che abbiamo fatto: La prima escursione è stata a Nosy Tanikely, Parco Nazionale marino e vero paradiso per chi pratica snorkeling. Qua abbiamo fatto una piacevole nuotata tra tartarughe ed altri bellissimi pesci per poi rilassarci una mezz’ora nella disabitata spiaggia vulcanica dell’isola, gli unici abitanti della quale sono dei pipistrelli giganti. Siamo quindi partiti alla volta di Nosy Komba, l’isola dei Lemuri, riserva naturale del lemure Macaco. Questi simpatici ed inquietanti animaletti si nascondono tra la fitta vegetazione ma per fare qualche foto con loro basta un pezzo di banana e subito saltano fuori. Io me ne sono ritrovati tre addosso, due sulle spalle ed uno in testa, è stato molto divertente. La seconda ci ha portati a Nosy Iranjia, l’isola con la spiaggia più suggestiva dell’arcipelago, famosa per essere stata scelta come casa da centinaia di tartarughe marine per deporre le uova. E’ inoltre caratterizzata da un fenomeno di alta e bassa marea senza paragoni che per alcune ore del giorno divide in due l’isola lasciando da una parte un vecchio villaggio di pescatori ed il faro, dall’altra un villaggio turistico di recente costruzione dotato di tutti i comfort. Durante l’alta marea due chilometri di acqua separano duemila anni di storia. Durante il tragitto in barca per arrivare sull’isola, di circa un’ora e mezzo, abbiamo avuto uno degli incontri più emozionanti del viaggio con un branco di oltre cinquanta delfini che saltavano intorno alla nostra barca. Con la terza escursione abbiamo visitato la Foresta Primaria di Lokobe, un riassunto della maggior parte della vegetazione endemica dell’isola oltre a lemuri, camaleonti ed esemplari di boa. L’aspetto divertente dell’escursione è stato raggiungere la foresta a bordo di tipiche piroghe guidate da noi e dagli altri ragazzi. Anche il resort ha contribuito a rendere unica la nostra vacanza predisponendo per noi ed altri due ospiti un’uscita in quad lungo i sentieri meno battuti dell’isola, per arrivare in fine a Mont Passot, punto più alto della collina vulcanica dal quale si gode di una vista a 360 gradi su Nosy Be. E, per finire in bellezza, ci ha organizzato un matrimonio malgascio a sorpresa. Le ragazze delle reception sono venute a prendere me ed altre due ragazze che si trovavano in viaggio di nozze e ci hanno portate in camera a truccarci e a cambiarci con i loro vestiti tipici. Dopo aver celebrato il rito abbiamo proseguito la cerimonia con balli malgasci. Ma l’esperienza più bella di questo viaggio resta quando abbiamo deciso con gli altri ospiti del resort, con i quali abbiamo fatto amicizia, di andare in un supermarket per acquistare alcune cose da regalare agli abitanti di un villaggio lì vicino. Abbiamo preso saponi, riso, palloni e penne. L’espressione estasiata del primo bambino al quale ho regalato il pallone è ancora impressa nella mia mente e la porterò sempre nel cuore.







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